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Riforma 60 CFU, attesa per il DPCM

Riforma 60 CFU, attesa per il DPCM

Cresce l’attesa per la pubblicazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) relativo alla nuova Riforma 60 CFU (Crediti Formativi Universitari). L’emanazione del documento, inizialmente prevista per il 31 luglio 2022, è stata prima ritardata a causa della crisi di governo e sembrava poi essere scomparsa dai radar.

Almeno fino a quando il nuovo Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, non ha dichiarato in un’intervista che l’introduzione dei 60 CFU è una “linea giusta che consente l’accreditamento immediato e che potrebbe essere ulteriormente potenziata“.

Anche il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, a dicembre ha rassicurato l’opinione pubblica, affermando che il DPCM sarebbe uscito probabilmente già entro la fine dell’anno. Purtroppo, però, non si è ancora visto.

Riforma 60 CFU, attesa per il DPCM

Il DPCM dovrebbe, in particolare, fare chiarezza sui contenuti e sulla struttura della formazione iniziale abilitante istituita dalla Riforma della formazione iniziale e continua e del reclutamento dei docenti fortemente voluta dall’ex Ministro Bianchi. 

Nello specifico, infatti, il percorso dovrebbe prevedere almeno 10 CFU in Pedagogia, 20 CFU in tirocini diretti e indiretti e prevedere, tra l’altro, una presenza obbligatoria di 12 ore per ogni CFU di tirocinio. 

Ma non solo. Altri aspetti sui quali il DPCM è chiamato a fare chiarezza sono:

  •  il numero di crediti universitari riservati alla formazione inclusiva delle persone con disabilità;
  • il numero di ore minimo di presenze alle attività formative necessario per l’accesso alla prova finale;
  • le modalità di svolgimento della prova scritta e orale relative alla prova finale del percorso formativo.

Gli obiettivi della Riforma 60 CFU

La riforma dei 60 CFU, nota anche come Riforma Bianchi, mira ad aumentare la competenza e la preparazione dei docenti sostituendo l’attuale requisito dei 24 CFU con un percorso di formazione iniziale più completo e articolato. E sarà possibile conseguire i 60 CFU sia attraverso un percorso di studi universitari, sia attraverso percorsi di formazione post-laurea. 

Inoltre, è prevista anche la possibilità di acquisire i CFU attraverso la formazione a distanza, in modo da rendere il percorso più accessibile e flessibile per gli insegnanti.

Per quanto riguarda i contenuti, i 60 CFU sono suddivisi in tre aree di formazione:

  • area pedagogico-didattica: che comprende conoscenze pedagogiche, didattiche e metodologiche;
  • area disciplinare: che comprende conoscenze della disciplina o delle discipline che si intende insegnare;
  • area professionale: che comprende competenze professionali, come la capacità di utilizzare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la capacità di lavorare in equipe e la capacità di valutare gli apprendimenti degli studenti.

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